Ekata

Ekata

ekata

 

Tutto ciò che in Ixtan conoscono,
ma a cui al momento non pensano;
tutto ciò di cui una volta sono stati consapevoli,
ma che ora hanno dimenticato;
tutto ciò che i loro sensi percepiscono,
ma che la loro coscienza non nota;
tutto questo è Antar.
Noi rappresentiamo
lo strato più profondo e oscuro di Ekata.

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Sinossi


Ekata, una città immaginaria lontana da tutti i luoghi e fuori dal dominio del tempo.
ekata

Nell’antica lingua sanscrita il suo nome significa unicità, interezza, sebbene gli abitanti siano da anni divisi in due suburbi governati da un’implacabile rivalità. I cittadini di Ixtan e Antar hanno bisogno gli uni degli altri per sopravvivere, tuttavia il reciproco odio rischia di sconvolgere il vitale equilibrio della popolazione. Due sovrani si contrappongono: Sunirgata, l’eccelso e illuminato re di Ixtan, proteso verso il progresso scientifico e sociale della comunità, e Vudita, il riflessivo grande sacerdote di Antar che fornisce l’incorporeo eppur vitale nutrimento a tutta la città.

Kanak, un anziano cieco, giunge un giorno a Ekata con il misterioso compito di curare la vista della popolazione e il giovane Sadih ne diventa subito un affezionato amico.

Quando Sunirgata stabilisce di edificare un gigantesco muro per dividere con ancor più decisione la città di Ekata, Kanak intuisce che occorre subito trovare un rimedio allo sfacelo annunciato. Farà perciò sua la missione di restituire la vista interiore ai due sovrani, sempre accompagnato dal giovane Sadih che nel frattempo, seppur turbato da sconvolgenti vicende personali, ha compreso la delicatezza del compito del vecchio cieco.

Solo quando la città è ormai allo stremo delle sue forze, distrutta da misteriosi eventi catastrofici, Kanak sarà in grado di rivelare una sorprendente verità nel corso del suo solenne discorso pronunciato alla popolazione che dipanerà le intrecciate trame di un passato vissuto nell’odio.

Recensioni

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Leggi la recensione di Clara Ascione sul portale Ilmiolibro
(16 agosto 2011)