Nota biografica

Come si può scrivere la propria biografia senza cadere in noiose elencazioni di avvenimenti?

Ciascuna storia della vita è piena di eventi significativi e certamente il lettore di questo sito sarà interessato soltanto a quelli che più possono aver influito o determinato la mia attività di narratore di storie. Un percorso può essere segnato da incontri, apparentemente privi di significato palese, con persone che invece hanno fondamentalmente forgiato l’animo di chi li ha vissuti. Cosa importa al lettore conoscere date, fatti, curriculum e referenze di un favoleggiante cantastorie di cui poi leggerà le pagine scritte nel mentre di un catartico processo creativo? Non sarà forse più interessante segnalare eventi o esseri umani cui la vita – l’incommensurabile arte dell’incontro – ha voluto porre sulla mia polverosa strada e dalla cui fonte attingo le parole dei miei lavori?

Sono nato a Roma nel 1956. Il primo avvenimento da citare, forse quello che più ha modellato il mio spirito ancor fanciullo, è stato l’emigrazione in Australia con i miei genitori all’età di due anni. In quella terra così lontana da sembrare irraggiungibile mi sono integrato con i luoghi e la popolazione, dimorandovi fino al 1963, quando è stato ritenuto opportuno che io cominciassi nuovamente a ricostruirmi un’identità nazionale.

Tornato in Italia, mi sono laureato in ingegneria elettronica, nonostante le difficoltà economiche della famiglia. Durante gli studi, per contribuire alle spese di casa cercando almeno di essere economicamente indipendente, sono stato un assiduo redattore di articoli tecnici per la stampa specializzata in microelettronica. Erano i primi anni dei microprocessori e la mia curiosità infinita verso la creatività dell’uomo ha contribuito notevolmente a favore di questo tipo di formazione.

Dopo la laurea, forse la parte meno interessante per il lettore di questo sito: la noiosa carriera professionale dell’ingegnere, durante la quale ho diretto uomini e attività attraverso cosiddetti prestigiosi incarichi sia pubblici che privati.

Tralascio anche la vita familiare, sia perché non appassionerebbe alcun curioso ma soprattutto perché dovrei far navigare il lettore attraverso due sconfortanti separazioni le quali, in ogni caso, hanno rappresentato per me delle fondamentali opportunità per aprire le porte del mio mondo sommerso. Non potrei mai – però – fare a meno di citare i miei due meravigliosi figli, inesauribili fonti di gioia e di ispirazione, nonché progetto più ambizioso della mia vita.

Poi, nel 1992, finalmente l’incontro con il Centro Studi Mythos di Roma. Durante gli anni di frequentazione di questo meraviglioso istituto che si occupa di ricerca nel campo della Psicologia Analitica Junghiana e della Psicoantropologia Simbolica, ho avuto l’opportunità di avvicinarmi con perizia e cautela allo stupendo mondo dei miti e alle dimensioni simboliche e immaginative fondamentali del pensiero umano, divenendone poi appassionato cultore.

Sono queste, perciò, le origini che rappresentano la preziosa fonte a cui attingo durante le mie narrazioni, nient’altro che l’insondabile profondo pozzo del mio passato.

Per le verità più semplici ed elementari,
la vita spreca a volte le prove più originali.
Thomas Mann – 
Vendetta (1899)