Via delle Paglie

Ci sono momenti in cui non cambia il mondo. Cambia il modo in cui lo guardiamo.

La domanda

Che cosa accade quando il mondo smette di obbedire alle nostre certezze?

Copertina di Via delle Paglie

Un frammento

Il taccuino è sul tavolo. Lo apro.
La pagina è vuota. Prendo la matita.
La tengo sospesa sopra la pagina.
Aspetto che si formi un inizio, una sequenza, una direzione.
Ma non arriva.
Non perché manchino i fatti.
Perché non riescono più a disporsi.

Sinossi

Glauco vive solo, in un appartamento ordinato quanto la sua mente. Da sempre trova rifugio nei numeri, nelle sequenze, in una logica capace di dare forma anche alle cose più difficili da accettare. Dopo la morte di Nina, la donna che ha amato, ha ridotto la sua vita all’essenziale, evitando tutto ciò che non può essere spiegato.

Ma qualcosa comincia a cambiare.

All’inizio è una lieve incrinatura: un dettaglio che non torna, una percezione che slitta, un ricordo che si sposta. Poi, lentamente, il mondo smette di essere stabile. Le persone che lo circondano — Bianca, concreta e combattiva; Aurora, incinta di una nuova vita; la piccola Persefone e sua madre Demetra — non sono più solo presenze, ma sembrano disporsi secondo una struttura che Glauco inizia a riconoscere.

Non sta perdendo il controllo.
Sta cercando una nuova forma di ordine.

Ciò che per gli altri potrebbe apparire come smarrimento, per lui diventa una visione sempre più coerente: ogni incontro, ogni perdita, ogni nascita sembra seguire una direzione precisa, una traiettoria che lentamente prende forma.

E quando Nina torna, non come ricordo ma come presenza, Glauco comprende che alcune cose non scompaiono davvero.

Restano.
Anche quando tutto il resto cambia direzione.